Le stesse 1028 persone hanno anche risposto ad alcune domande chiuse: chi sono, come si spostano, l'ordine delle priorità, la posizione sulla limitazione delle auto.
1028 interviste raccolte di persona in un weekend, da 106 squadre di volontari sul campo, quasi tutte geolocalizzate dentro il confine della città. Chi ha risposto vive in 78 NIL diversi di Milano: la campagna ha toccato il centro e le periferie, fino alla città metropolitana.
Cosa abbiamo capito? 1028 conversazioni in strada, 106 squadre, 1026 punti dentro il confine comunale. Raccolta faccia a faccia.
Sul genere le interviste sono quasi uno specchio della città: 51,9% donne contro il 51,7% reale, con scarto di due decimi di punto. Sull'età la raccolta in strada lascia il segno: i 25-34enni pesano nove punti più che nella popolazione, gli over 75 ne pesano otto in meno. Tutte le età restano comunque presenti, fino a 62 over 75.
Cosa abbiamo capito? Sul genere il campione ricalca Milano; sull'età pende verso gli adulti attivi (25-34 +9 punti, over 75 −8). Campione di convenienza, scostamenti dichiarati.
Due intervistati su tre usano i mezzi pubblici, quasi quattro su dieci si spostano a piedi. L'auto si ferma al 28%, la bici al 25%. Sette persone su dieci combinano almeno due mezzi nella stessa giornata. Chi si muove esclusivamente in auto è il 4,6%: una minoranza netta, dentro un campione che ha già fatto della multimodalità un'abitudine.
Cosa abbiamo capito? Sette persone su dieci usano due o più mezzi; chi usa solo l'auto è il 4,6%. La posizione sulla limitazione varia col mezzo usato, in modo coerente.
Sette affermazioni, voto da 1 a 10, nessuna risposta lasciata in bianco. "Troppo spazio per le auto" prende la media più alta, 7,89, con 368 persone che danno il massimo. "Più verde" e "meno auto per il clima" seguono compatte sopra il 7,4. Il suo specchio rovesciato, "è normale vedere auto ovunque", crolla a 2,68. L'unico tema che spacca davvero il campione è la qualità del trasporto pubblico, dove i voti si dividono a metà.
Cosa abbiamo capito? Sette affermazioni, zero dati mancanti su 1028: le medie più alte sono "troppo spazio alle auto" e "più verde"; la più bassa "è normale vedere auto ovunque". L'item più diviso è la qualità del trasporto pubblico.
Messi a ordinare le priorità per la città che desiderano, quattro persone su dieci mettono il verde urbano al primo posto. Il secondo tema, la mobilità sostenibile, prende meno della metà del suo punteggio. Le due priorità centrate sull'auto, più parcheggi e migliore circolazione, restano in fondo con qualunque metrica: insieme valgono il 13,6% delle prime scelte. È lo stesso primato del verde che il Capitolo II aveva trovato nelle parole libere.
Cosa abbiamo capito? Quattro milanesi su dieci mettono il verde urbano al primo posto; resta primo con qualunque metodo di conteggio. Le due priorità auto-centriche restano ultime.
L'85,4% auspica una qualche limitazione delle auto in città. Il 41,7% senza condizioni, in nome della qualità della vita. Il 43,6%, invece, a condizione che arrivino prima alternative di trasporto credibili. Chi non vuole cambiare la situazione è l'11,8%. Coerentemente con la sezione 3, la quota di chi usa l'auto cresce mano a mano che ci si sposta verso le posizioni contrarie.
Cosa abbiamo capito? L'85% auspica una qualche limitazione: 41,7% senza condizioni, 43,6% a condizione che arrivino prima delle alternative, 11,8% contrario.